Sempre a proposito di giovani ed esperienza. Ero entrato in banca da tre anni, mi convocano e dicono: “per noi dalla prossima settimana sei il responsabile della agenzia x, te la senti?” La domanda non contemplava rifiuti, risposi si, incondizionatamente. Avevo 29 anni. I più anziani gridarono allo scandalo, ne avevo scavalcati molti, quelli assunti con me non dimostrarono solidarietà, tipicità della competizione. Andavo a sostituire un mostro sacro, sul campo già da un decennio; dissero che non avrei retto l’urto di tale Lucio.

Il “grande Lucio”, non mi abbandono’ per un minuto e nei successivi mesi, trovo’ sempre un minuto da dedicarmi. I risultati furono brillanti al pari del mio predecessore. Era il 2008: io e Lucio facciamo ancora quel mestiere, sopravvissuti al mondo che cambia, alle riorganizzazioni, alle “maledizioni”. Di gran parte dei detrattori ho perso le traccie, qualcuno fa ora il mio stesso lavoro: dieci anni dopo. A 41 anni sono “vecchio”, pronto ad accogliere la cucciolata del futuro senza preclusioni e timore di essere spodestato. Storia di un ex giovane.

Non imparerai mai tanto come quando prendi il mondo nelle tue mani. Prendilo con rispetto, perché è un vecchio pezzo di argilla, con milioni di impronte digitali su di esso.

John Updike